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L’acido D-aspartico migliora i livelli di testosterone?

Lunedì, 10 Agosto 2020.

L’acido D-aspartico migliora i livelli di testosterone?

Siamo sempre alla costante ricerca dell’elisir di lunga vita o per lo meno dell’elisir per essere sempre prestativi e intendo in tutti i campi: lavoro, sport e forse al primo posto…a letto!

Vi sono in commercio centinaia e centinaia di integratori di ogni tipo e il 99% di essi sono fregature servite sottoforma di polveri o pasticche; sono solo specchietti per le allodole per spillare più soldi possibile all’ignaro cliente. Ed ignaro si fa per dire! Perché molte persone, nonostante sappiano bene che queste cose non funzionano, appena esce un prodotto nuovo supportato da uno studio nuovo, rinasce in loro una profonda speranza di aver trovato forse la soluzione a tutti i loro problemi.

La fregatura delle ricerche scientifiche.

La ricerca scientifica è fondamentale e utile ma vanno sapute leggere e interpretate. Avrete ormai capito che sono un amante dei paragoni e degli esempi e vi propongo adesso un paio di situazioni “assurde” per rendervi ben chiaro il concetto.

- Esempio di Ricerca 1: “è stato visto che l’integrazione di Kryptonite nei ratti obesi induce un marcato dimagrimento con miglioramento dell’attività cardiovascolare e miglior flusso sanguigno”
WOW! Voglio anche io la kryptonite per dimagrire! È fantastico!
No, non lo è o per lo meno… per ora non lo è! Perché? In primis lo studio è stato fatto in laboratorio e sui topi, quindi significa che c’è una speranza ma finché non verrà sperimentato sull’uomo non si può sapere se può funzionare ed inoltre bisognerebbe aspettare diversi mesi/anni e test per capire se possono insorgere complicazioni ed effetti collaterali.
Per quanto riguarda il resto dei dati raccolti dallo studio, ovvero il miglioramento dell’attività cardiovascolare, direi che è una cosa abbastanza scontata; un ratto obeso perde peso e di conseguenza migliora la sua aspettativa di vita con relativo miglioramento delle proprie funzioni, proprio come accade nell’uomo a seguito di una dieta alimentare.

- Esempio di ricerca 2: “Fare la military press bendati mentre tua moglia ti tradisce e mentre vieni offeso ripetutamente dai tuoi amici ha indotto su un gruppo di 30 uomini un aumento dell’ipertrofia delle spalle del 45% in sole 6 settimane”.
MA STRA WOW!! Amore ti prego trovati l’amante che devo diventare enorme e con le spalle rotonde!
Partiamo da un presupposto: il gruppo studio ha avuto un miglioramento ipertrofico sicuramente perché si è allenato. Molto probabilmente l’aumento della sezione trasversa del muscolo è risultata anche maggiore perché altri studi avevano già evidenziato in passato che la rabbia, le offese, le bestemmie e il vedere immagini violente (o pornografiche) inducesse una maggiore ipertrofia a conseguenza di una maggiore attivazione del SNC e quindi della scarica dei motoneuroni e per via di alcune modificazioni ormonali.
Quindi potreste dire che funziona questo metodo ma non fermatevi solo a questo, andate a spulciare bene lo studio e noterete altri dati interessanti come ad esempio «il campione studio era composto da uomini tra i 16 e i 25 anni che NON avevano mai praticato alcuna attività sportiva».
Ecco, soggetti giovani, nel range di età per il massimo sviluppo muscolare e di forza, totalmente neofiti… è ovvio che il miglioramento prendendo un bilanciere in mano sia eclatante ed elevato. Pensate davvero che se prendete un bodybuilder con anni e anni di allenamento possa avere un incremento di massa così preponderante? Impossibile.

Quindi per vostra cultura generale leggete riviste e fate le vostre ricerche su Pubmed.gov o qualunque altro canale preferiate ma scaricate i file, leggeteli ed interpretate i dati.

Ma quindi integratori sì o no?

Risposta che meriterebbe una trattazione lunga e articolata ma non è questo il posto giusto, mi limiterò a dirvi la mia personale idea che è quella che gli unici integratori veramente validi siano la creatina, la caffeina, omega3, vitamine in alcuni momenti dell’anno, capillotrofici e probiotici.
Ma volevo trattare oggi di un altro integratore che è diventato molto famoso negli ultimi tempi che è l’acido D-aspartico.

L’acido D-Aspartico, cos’è?

L’acido aspartico è un aminoacido non essenziale che nel cervello agisce come un neurotrasmettitore eccitatorio ma che è anche coinvolto nel ciclo dell’urea. È importante evidenziare il fatto che questo acido presenta due diverse forme enantiomeriche: la forma   acido L-aspartico e la D-aspartico.
à L’acido L-aspartico è presente in diverse proporzioni nella maggior parte delle proteine: la più alta quantità si trova nelle proteine della soia (10.20gr/100gr), stoccafisso (6.43gr/100gr), Spirulina secca (5.79gr/100gr).
à L’acido D-aspartico, rispetto alla conformazione L, che ha un sapore leggermente amaro, è insapore e ha una rilevanza più importante relativamente ad applicazioni cliniche. Esso non è un costituente comune delle proteine e quindi non espleta un ruolo strutturale ma agisce come molecola di segnalazione; si trova nei tessuti neuroendocrini degli invertebrati e dei vertebrati dove svolge importanti funzioni fisiologiche.
Vi sono diversi studi che suggeriscono che abbia una importanza nel sostenere la fertilità maschile giocando un ruolo biologico nella sintesi del testosterone e nella spermatogenesi; addirittura alcuni studi indicano che la sua assunzione esogena possa potenziare l’aspetto cognitivo migliorando la memoria.

Booster di testosterone.

Alcune ricerche, come detto, hanno evidenziato che l’acido D-aspartico è coinvolto nella sintesi e nel rilascio di testosterone e si presume possa essere utilizzato come booster di testosterone per uomini non fertili e per aumentare la massa muscolare e la forza.

Una revisione sistematica (1) di tutti gli studi che hanno valutato l’effetto dell’acido D-aspartico sul testosterone nel sangue, inclusi i documenti pubblicati fino ad ottobre 2015, utilizzando PubMed, ISI Web of Science, ProQuest e il database Scopus ha riscontrato dati totalmente differenti da quelli che vengono pubblicizzati dalle ditte di integratori.
Hanno analizzato 396 record in cui erano inclusi 23 studi su animali e 4 studi sull’uomo e hanno visto che l’acido D-aspartico esogeno aumenta i livelli di testosterone negli studi sugli animali maschi mentre sull’uomo sono stati riscontrati risultati incoerenti. Le prove di questa associazione nell’uomo sono ancora scarse, soprattutto a causa dello scarso numero di studi effettuati e sulla scarsa qualità di come sono stati eseguiti.

Un altro studio interessante è stato condotto dal Dott. Blair Crewther et al. Dal nome “La supplementazione di acido D-aspartico a breve termine non influisce sui biomarcatori sierici associati all’asse ipotalamo-ipofisi-gonadico negli alpinisti maschili” (2).
In questo studio (singolo cieco controllato con placebo) hanno studiato 16 alpinisti a cui sono stati assegnati in modo casuale un supplemento di 3g/dia o placebo per 2 settimane. I risultati indicano che il supplemento non ha influenzato in modo significativo il testosterone sierico, il testosterone libero e i livelli di ormone lutenizzante. È emerso solo un effetto principale del tempo sulla globulina legante gli ormoni sessuali con un aumento del 6,8% e sulla diminuzione del 13,6% del cortisolo.
In sintesi, l’assunzione di acido D-aspartico non ha prodotto alcun risultato tangibile e neanche gli altri parametri legati alla prestazione atletica e allo stato di saluto sono migliorati.

Interessante notare da questo studio il fatto che la globulina legante gli ormoni sessuali sia aumentata insieme alla diminuzione del cortisolo. Sappiamo bene che il cortisolo è un ormone fortemente catabolico ed è considerato dai body builder il “nemico numero 1”.
La variazione delle prestazioni sportive di solito raggiunge il picco nel tardo pomeriggio, in coincidenza con l’aumento della temperatura corporea. Questo modello circadiano di prestazioni può essere spiegato dall’effetto dell’aumento della temperatura interna sui meccanismi periferici. Ottimi adattamenti all’allenamento di resistenza contro sovraccarichi (ipertrofia muscolare e aumento della forza) sembrano verificarsi anche nel tardo pomeriggio, momento in cui il cortisolo inizia a scendere ai livelli più bassi ma anche in concomitanza con i livelli più bassi di testosterone (il T è più elevato al mattino).
Il testosterone è stato, infatti, ripetutamente collegato all’adattamento all’allenamento di resistenza e, ovviamente, concentrazioni più elevate sembrano preferenziali.
La concentrazione di cortisolo, invece, può indicare se l’ambiente è più catabolico o anabolico a causa del suo ruolo nella degradazione proteica e nella sintesi proteica.

L’elevato testosterone al mattino, quindi momento benefico per l’ipertrofia muscolare, può essere contrastato dagli stessi alti livelli di colesterolo (catabolismo); sembra essere un controsenso quindi allenarsi al mattino ma come spiego in questo altro articolo vi sono dei “trucchi” per diminuire i livelli di cortisolo.
Interessante è ciò che viene indicato dallo studio di Lawrence D Hayes et al. (3), nonostante i livelli di testosterone siano più alti al mattino si riscontra una miglior risposta di questo ormone nel pomeriggio durante esercizi di resistenza aumentata, suggerendo, quindi, una maggiore reattività dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolare. È stata anche osservata la reattività individuale in cui alcuni soggetti hanno sperimentato una maggiore ipertrofia e aumento di forza in risposta a protocolli di forza; mentre altri rispondo preferenzialmente a protocolli di potenza, ipertrofia o resistenza alla forza dipendenti da quale protocollo ha suscitato la loro massima risposta del testosterone.
È stato quindi osservato che la prestazione fisica dipenda da una serie di fattori circadiani esogeni, indicando quindi che risulta essere utile l’utilizzo dell’esercizio fisico per regolare il normale ritmo circadiano ma anche che è possibile modificare il proprio ritmo circadiano per avere i massimi picchi di prestazione quando risulta essere più necessario.
Difatti molti atleti preferiscono allenarsi al mattino intorno alle 10:00 ma quando si avvicinano alla data della gara se questa sarà alle 16:00, ad esempio, inizieranno piano piano a spostare gli orari di allenamento in modo tale da allenarsi per un discreto periodo nello stesso orario della gara in modo tale da plasmare e modificare la propria omeostasi in modo tale da essere prestativi il più possibile sempre nell’orario di gara.

 

Conclusioni.

Di fatto non esistono integratori per aumentare il testosterone né tanto meno la libido. La strategia migliore per avere sani livelli di testosterone è quello di seguire una alimentazione sana e bilanciata, consumando frutta e verdure, proteine nobili, carboidrati complessi e bassi livelli di zuccheri e grassi.
Una dieta ipocalorica non abbassa assolutamente i livelli di testosterone ma sul lungo periodo e se il deficit risulta essere molto marcato lo farà. Per preservare un buono stato di salute si potrebbe integrare nella dieta degli omega3 (anche se si mangiasse pesce 3 volte a settimana non basterebbe) e dei buoni probiotici di qualità per aiutare la flora intestinale a rimanere sana e ben funzionante.
Altro “trucco” è quello di allenarsi e per allenamento intendo allenamento con i sovraccarichi. Sport di resistenza come maratona o ciclismo sono controproducenti e potrebbero far abbassare i livelli di questo ormone.

Tutto il resto non funziona. L’unica cosa che migliorerà la vostra libido e i vostri livelli di forza è la terapia sostitutiva di testosterone attraverso iniezioni sottocutanee ma per far poterla ottenere dovreste recarvi dal vostro medico e farvela prescrivere dopo attente analisi sieriche dei livelli di testosterone.
Purtroppo, in Italia, non vi è cultura su questo aspetto e prima di riuscire ad avere la vostra dose (sto parlando di persone che hanno veramente problemi di T basso) vi faranno aspettare mesi dandovi diete e prescrivendovi di fare sport. Il problema è che i vostri testicoli hanno smesso di produrre dosi necessarie di T tutte queste belle cose non serviranno a nulla e prima che riusciate a convincere il medico a farvi prescrivere le punture probabilmente vostra moglie sarà già scappata con l’amante.
In questo caso il mio consiglio spassionato è di sentire più pareri medici fino a che non trovare un medico “più giovane” e più “aperto” di vedute, dopo tutto la terapia sostitutiva è totalmente sicura (escluso che non si abbia già un problema alla prostata) e vi sono ormai MIGLIAIA di studi che indicano quanto sia pericoloso il T basso nell’uomo e di quanto sia sicuro integrare con dosi mirate.

Bibliografia.

  1. Roshanzamir F, Safavi SM. The putative effects of D-Aspartic acid on blood testosterone levels: A systematic review. Int J Reprod Biomed (Yazd). 2017;15(1):1-10.
  2. Crewther B, Witek K, Draga P, Zmijewski P, Obmiński Z. Short-Term d-Aspartic Acid Supplementation Does Not Affect Serum Biomarkers Associated With the Hypothalamic-Pituitary-Gonadal Axis in Male Climbers. Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2019;29(3):259-264. doi:10.1123/ijsnem.2018-0076
  3. Hayes LD, Bickerstaff GF, Baker JS. Interactions of cortisol, testosterone, and resistance training: influence of circadian rhythms. Chronobiol Int. 2010;27(4):675-705. doi:10.3109/07420521003778773

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