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Bagni di ghiaccio per Rugbisti

Giovedì, 01 Ottobre 2020.

Un’altra evidenza scientifica a sostegno che l’utilizzo di bagni di acqua fredda servano a migliorare il recupero post esercizio fisico.

Poche settimane avevo scritto un articolo sui benefici indotti da immersione in acqua fredda per il recupero muscolare e per prevenire l’insorgenza dei DOMS.

Navigando su Pubmed alla ricerca di qualche nuova evidenza scientifica mi sono imbattuto in un esperimento con doppio controllo che va a rafforzare le mie conclusioni sugli effetti dell’immersione in acqua fredda post workout.

L’esperimento.

L’esperimento condotto da dott. Francisco Tavares et all. [1] ha preso in esame un totale di 23 atleti maschi d’èlite del rugby dividendoli cosi:

  • Gruppo CWI, 10 atleti, immersione a 10°C
  • Gruppo CON, 13 atleti, nessuna immersione (recupero passivo)

I due gruppi hanno eseguito lo stesso protocollo di allenamento sia sulla corsa, che sul condizionamento, che sulle sessioni in palestra.

Le misurazioni e rilevazione dei dati sulla capacità di salto in contro-movimento, del dolore muscolare percepito e del benessere sono state rilevate 2 volte a settimana e presi anche campioni di saliva per la determinazione dei livelli di cortisolo e dell’interleuchina-6.

Cortisolo ed Interleuchina-6.

Del cortisolo ne parlo anche in questo articolo.

L’interleuchina-6 (IL-6) è una proteina che agisce come citochina multifunzionale e può avere un ruolo sia pro-infiammatorio che anti-infiammatorio. È uno dei più importanti mediatori della febbre e delle risposte immunitarie in fase acuta.

In risposta ad un allenamento non troppo intenso la IL-6 svolge un ruolo positivo nella promozione della salute poiché la contrazione delle fibre muscolari scheletriche rilascia la IL-6 ma soprattutto, essa, determina la liberazione dell’Interleuchina-1Ra (importante regolatore dell’infiammazione), della IL-10 (proteina anti-infiammatoria) e della sTNF-R (che inibisce il TNF-alfa che è un fattore di necrosi tumorale).

Questo processo sta alla base del concetto che lo sport fa bene alla saluta perché può prevenire e ritardare o addirittura annullare malattie e patologie.

Ad esempio: la IL-6 stimola direttamente la sintesi del mannosio, uno zucchero semplice che rientra nella composizione delle glicoproteine che si ritrovano naturalmente nelle mucose. Questo zucchero sembra svolgere un importante ruolo di prevenzione verso alcune infezioni batteriche causate da microorganismi dotati di fimbrie (filamenti diffusi sulla parete batterica dei gram-negativi con lo scopo di aumentare l’adesività del germe alle muscose). Il mannosio sembrerebbe ostacolare la patonogenesi impedendo alle fimbrie di attaccarsi al substrato, ovvero alla mucosa, in particolar modo nelle infezioni urinarie indotte dall’Escherichia-Coli.

Parallelamente alla funzione ostacolante che l’esercizio fisico mantiene verso i processi pro-infiammatori ed infettivi, un regolare e moderato allenamento oltre che presentare una significativa risposta contro i disturbi associati alla Sindrome Metabolica (aterosclerosi, sovrappeso, diabete, colesterolo, ecc.) grazie al ruolo del IL-6 nella stimolazione del catabolismo lipidico, presenta un ruolo estremamente importante nella regolazione dell’umore [2].

Risultati e conclusioni.

Dallo studio non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi per nessuna misurazione presa ma i dati del laboratorio indicano che il gruppo CWI ha ottenuto un livello più basso dei biomarcatori dello stato di fatica, quindi un minore indolenzimento muscolare e minori livelli di interleuchina-6.

Le conclusioni dello studio sposano le mie conclusioni dell’articolo precedente in cui l’immersione in acqua fredda può apportare dei benefici sul recupero muscolare ma non talmente evidenti da rendere questa una pratica necessaria e fondamentale per un atleta.

Riferimenti.

  • [1] Tavares F, Beaven M, Teles J, et al. Effects of Chronic Cold-Water Immersion in Elite Rugby Players. Int J Sports Physiol Perform. 2019;14(2):156-162. doi:10.1123/ijspp.2018-0313
  • [2] L’attività fisica è un antinfiammatorio. Ecco come regola il sistema immunitario di Alessandro Pejrano Romero – psicologo clinico e tecnico di laboratorio biochimico, socio SIPNEI Lombardia.

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