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Come scegliere la palestra giusta?

Lunedì, 24 Agosto 2020.

Come scegliere la palestra giusta?

Ti è mai capitato di entrare in una palestra pieno di sogni e speranze per poi ritrovarti, poco dopo, spaesato, abbandonato a te stesso e senza un briciolo di risultati? La maggior parte degli uomini risponderebbe di sì ed una buona parte delle donne aggiungerebbe anche “vero, hai anche un consiglio per scollarmi di dosso quel marpione dell’istruttore di sala?”.

Palestra o centro commerciale?

Le palestre sono ormai diventate dei veri e propri centri commerciali dove non solo puoi muovere un po' il sedere su mirabolanti macchinari o con corsi ricreativi che sembrano stati progettati dai più geniali animatori del pianeta terra ma dove puoi anche fare due chiacchiere al bar bevendo improbabili frullati proteici, dove puoi farti fare la ceretta, giocare a biliardino o freccette o addirittura prenotare una consulenza per rifarti il seno o per farti martoriare con aggeggi infernali per la rimozione del grasso ostinato.

Business senza ritegno.

Il business, l’arte del vendere, il bisogno di monetizzare è ‘tutto’ e non dico che sia sbagliato, anzi, se non fai marketing, se non sei innovativo, non arriveranno mai dei clienti nuovi e non riuscirai a pagare gli stipendi dei tuoi dipendenti e non riuscirai ad avere un minimo di entrata mensile nelle tue tasche.
Il problema di fondo sta nel fatto che si pensa principalmente a vendere un servizio che poi, nella maggior parte dei casi, non viene mantenuto.

Quasi tutti i personal trainer di questo mondo sono sottopagati e posso solo immaginare la poca voglia che hanno nello stare lì ore e ore ad insegnare ad una miriade di clienti sempre i soliti esercizi.
Sicuramente questa però non può essere una scusa perché un buon PT, anche se sottopagato, dovrebbe essere sempre sorridente e volenteroso di aiutare i propri clienti, invogliandoli a fare di più ma soprattutto ad invogliarli a spendere di più, vendendo loro delle ore di coaching privato in modo tale da arrotondare lo stipendio.
Ed effettivamente è questo aspetto che spinge i giovani PT a passare diverse ore su YouTube per trovare qualcosa di nuovo, di diverso, da proporre ai potenziali clienti per poter vendere il loro servizio perché si sa, più l’esercizio è strano, più è "funzionale" e più venderà!

Ed eccoci quindi a vedere inesperti PT che insegnano cose strane e “pericolose” ai loro clienti, esercizi che se eseguiti male possono essere dannosi per la salute, esercizi non indicati assolutamente per lo scopo del cliente, esercizi con sovraccarichi talmente esigui che non indurrebbero ipertrofia nemmeno in un anziano di 89 anni. Però lavorano e hanno anche diversi clienti privati al giorno vendendo la "fuffa" e non li biasimo!
Viviamo in una società dove la parola “sacrificio” non sappiamo più cosa voglia dire veramente; se abbiamo fame apriamo il frigo e mangiamo e se non abbiamo quel prodotto ci basterà andare al supermercato per averlo immediatamente, se non abbiamo i soldi per comprarci la macchina ci basterà richiedere un prestito per averla immediatamente, se non siamo soddisfatti nel nostro seno o delle nostre rughe basterà andare dal chirurgo plastico et voilà! Les jeux sont faits!
Stessa cosa per i risultati in palestra, tutti vogliono tutto e subito e soprattutto vogliono fisici per loro irraggiungibili e magari li vogliono pure raggiungere senza faticare.

Aneddoto simpatico.

Una ragazza una volta mi disse “voglio il fisico come quello di Belen e vorrei fare questo esercizio che fa lei!”.
Partendo dal fatto che il fisico di Belen non lo avrebbe mai potuto ottenere per via della anatomia totalmente differente (lordosi accentuata vs  shift anteriore del bacino (sedere piatto)) l’esercizio in questione era un esercizio fondamentalmente senza sovraccarico (e come sapete senza sovraccarico sarà difficile indurre ipertrofia, soprattutto sul gluteo e sulle gambe) ma aveva una componente coordinativa veramente complicata, era un esercizio che richiedeva già un ottimo stato di fitness, una buona mobilità e soprattutto un elevato controllo motorio per poter essere eseguito.
Capite bene che sarebbe stato come chiedere a vostra nonna di farvi una spaccata in cucina con contemporaneo impastamento per la base dei tortelli mentre vi bestemmia contro perché mangiate solo riso, pollo e broccoli (e avrebbe anche ragione).
(tengo a precisare che chi ha uno shift del bacino non è destinato ad avere un sedere piatto per sempre, anzi, ma si dovrà lavorare molto su esercizi di tipo “posturale” per andare ad attaccare ed attivare tutti quei muscoli coinvolti per ri-accentuare una normale e fisiologica curva lombare; senza un perfetto controllo di questi parametri sarà impossibile sviluppare un gluteo forte, muscoloso e tonico)

Viviamo nella società “dell’apparire”, dove sembra di fondamentale importanza apparire al top in ogni foto da pubblicare su instagram e risulta quindi palese che qualunque PT sia in obbligo di proporre ad ogni allenamento qualcosa di nuovo, di figo, qualcosa che nessuno abbia ancora visto in modo tale da far vedere al mondo di quanto sia “all’avanguardia” il suo metodo di allenamento.

Come possiamo allora scegliere una buona palestra se tutte le strutture e tutti i PT puntano al soldo facile?

Indubbiamente la prima mossa da fare è quella di andare a parlare di persona per prendere informazioni. Se il vostro possibile futuro coach si dimostra gentile, gioviale, spiccato e motivatore sicuramente potrebbe rivelarsi un ottimo aiuto per ottenere i primi risultati perché anche se non fosse veramente preparato in biomeccanica e periodizzazione dell’allenamento avrebbe comunque un’arma vincente, ovvero la motivazione, lo spingerti a dare tutto te stesso nell’allenamento e vi assicuro che già questo è un buon ottimo passo per iniziare ad ottenere risultati tangibili e visibili.

Una domanda da proporre al primo colloquio sarebbe quello di sapere i prezzi per il coaching privato e per le schede di allenamento. Di base se una cosa costa poco ha poco valore e viceversa ma l’aspetto più utile ed interessante è sapere “QUANTO DURA UNA SCHEDA?”.
Se la risposta è 4 settimane allora siete incappati nel triste venditore di fumo.

Perché?
Perché in 4 settimane non si può assolutamente capire se quella scheda è già diventata obsoleta per voi oppure no e brevemente ti spiegherò il motivo:
La prima settimana impari gli esercizi e farai fatica, la seconda settimana riuscirai a fare meglio i movimenti e ti uscirà qualche ripetizione in più, la terza settimana aumenti i carichi perché sei diventato molto più bravo a fare quel determinato gesto e la quarta settimana stalli, non riesci ad aumentare il carico perché i miglioramenti neurali sono già avvenuti e adesso quello che conta è aumentare la massa muscolare per poter aumentare il carico.
Invece il “Mr. PT daquattroweek” ti dice che i carichi non aumentano perché il tuo corpo “si è abituato all’esercizio”. Ecco, questa cosa è più falsa delle promesse di un politico in campagna elettorale.

La formazione è tutto?

Un altro aspetto da valutare è la formazione che ha conseguito e che sta conseguendo il vostro probabile futuro coach. Che corsi ha fatto? È laureato? Sta ancora studiando? Da quanto tempo lavora?
In realtà sono domande del cavolo perché la bravura non la fa un semplice titolo di studio; conosco ragazzi che hanno la laurea in scienze motorie e non sanno neanche fare un curl con il bilanciere (cosa che in realtà non è poi così semplice).
Come mai vi chiederete voi. Perché nelle università non si fa pratica, non si studia la sala pesi… semplicemente perché la laurea in scienze motorie NON forma personal trainer ma ha tutt’altro compito: formare e dare le basi per ampliare le conoscenze degli studenti per poter affrontare il mondo dello sport su più ambiti; sta poi alla persona specializzarsi su uno o più campi. Vi assicuro che il lavorare nella sala pesi è l’ultimo obbiettivo che si pone l’Università nella formazione dei propri studenti.

Cosa portarsi a casa?

La scelta non è facile perché ci sono molti fattori da valutare anche in relazione ai propri obiettivi. Sicuramente se siete dei totali neofiti e avete bisogna che qualcuno vi insegni praticamente tutto la prima cosa da andare a valutare è la formazione e la motivazione del personale della palestra.
Se invece avete più o meno idea di come muovervi in una sala pesi la scelta potrebbe essere influenzata da fattori di comodità come la vicinanza da casa o lavoro, il prezzo, la qualità degli spogliatoi.

Ma un elemento solo accomuna le due “tipologie di scelta”: la motivazione! I primi fautori del proprio successo siete voi stessi!
Potreste anche farvi allenare dal più grande preparatore di tutti i tempi, nella migliore palestra del mondo e con un cuoco a 5 stelle che vi prepara tutti i pasti della giornata ma se non siete voi stessi i primi a dire “dannazione lo faccio e ci riesco” non otterrete mai i risultati di una persona con meno possibilità ma con più “cazzutaggine” rispetto a voi!

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